Vacanza rovinata conosci i tuoi diritti?

L’estate scorsa io e mia moglie eravamo pronti per partire per la nostra agognata vacanza ai Caraibi.

Siamo arrivati all’aeroporto di Fiumicino (RM) con largo anticipo (circa 3 ore), partendo in mattinata da Napoli perché era lo scalo più vicino da dove partiva un volo diretto.
Dopo un ritardo annunciato di circa 40 minuti sentiamo dallo speaker che in realtà il volo era stato cancellato per un improvviso sciopero bianco dei controllori di volo.
Eravamo lontani da casa, con tutti i nostri bagagli, affamati e la conferma definitiva ci è arrivata solo dopo 13 ore di attesa in aeroporto insieme agli altri passeggeri.
Stanchi e ormai scoraggiati perché ci era stato proposto solo un volo con scalo, abbiamo rinunciato a partire e la nostra vacanza è stata rovinata completamente.
Abbiamo quindi dovuto affrontare spese di pernottamento e per il cibo e, decisi a far valere i nostri diritti, ci siamo informati su come richiedere il rimborso del biglietto aereo.
Tutte le notizie le abbiamo trovate anche sulla Carta del Passeggero che tra l’altro, nel nostro caso, prevedeva il rimborso non solo del biglietto aereo ma anche del vitto e dell’alloggio, a fronte della presentazione delle varie fatture e ricevute che abbiamo prontamente conservato.

Airplane in the sky
L’unico servizio che abbiamo avuto da parte della società di gestione dell’aeroporto è stato il trasporto presso l’hotel più vicino.
Abbiamo quindi consultato, tramite il nostro avvocato, anche il Regolamento della Comunità Europea (in riferimento al numero 261 del 2004) che prevede anch’esso un rimborso in denaro, proprio nel caso in cui il volo sia stato cancellato.
Ogni stato europeo ha una tempistica e, nel caso dell’Italia, la richiesta deve essere inoltrata alla compagnia aerea del volo cancellato entro 2 anni, esibendo naturalmente la copia del titolo di viaggio.
Per quanto riguarda l’importo, nel nostro caso abbiamo potuto chiedere il rimborso quasi totale in quanto la tratta superava i 1500 miglia di distanza tra l’aeroporto di partenza e quello di arrivo e comunque non abbiamo accettato di partire con un volo alternativo posticipato.
Se comunque fossimo partiti con la seconda opzione ci sarebbe stato in ogni caso rimborsato parte del biglietto.
Il rimborso, che ci è arrivato dopo qualche mese, è stato pari alla cifra massima di 600 euro per ogni biglietto (in totale quindi 1200 euro a fronte dei 1378 euro che avevamo speso) e al costo di vitto e alloggio, sostenuti nei 2 giorni complessivi di attesa.
E’ stato un caso sfortunato che, al di la della delusione, si è risolto comunque in modo positivo.