Come fare un caffè perfetto a casa

Si dice spesso che fare un buon caffè è un arte, non ci potrebbe essere nulla di più vero. Siamo abituati a bere degli ottimi caffè al bar, ma come fare un buon caffè a casa? 

Prima di tutto, dobbiamo dire che anche a casa possiamo scegliere fra una moka ed una macchinetta del caffè (in capsule o polvere), ma in entrambi i casi i fattori che influenzano un buon caffè sono gli stessi: l’acqua, la miscela e una macchina pulita. Quindi, non solo al bar, puoi preparare un buon caffè anche a casa! Ma come fare? Prima di tutto è essenziale partire da una buona miscela, partendo da materie prime scadenti non si arriverà mai ad un prodotto di qualità e a volte pochi centesimi sul prezzo possono davvero fare la differenza; sul sito https://www.ilcaffeitaliano.com/it/ potrai scegliere fra i diversi tipi in relazione al tuo gusto. 

Se hai la possibilità, scegli il caffè in grani e non quello in polvere, e poi macinalo al momento, ne guadagnerai in odore ed in sapore. Anche il metodo di conservazione è di fondamentale importanza: il caffè va conservato in un contenitore ermetico, lontano dall’umidità e odori sgradevoli.

Quanto influenza invece la moka? La moka, così come la macchinetta, è un punto chiave per fare un buon caffè, sia per come la usiamo che per la sua manutenzione. La prima cosa da chiedersi è quanto caffè inserire nel filtro, è la risposta è che non bisogna mettercene nè troppo nè troppo poco, serve esattamente il giusto, e per capirlo si consiglia di versarne un cucchiaino alla volta, fino ad arrivare ad una piccola montagnetta. Dopo aver inserito il caffè, puoi stringere la moka e metterla sul fornello a fiamma bassa. Importante è alzare il coperchio quando senti (e vedi) che il caffè sta iniziando ad uscire, ciò va fatto per evitare che la condensa si mischi al caffè e il caffè possa risultare “annacquato”. Spegni il fuoco un po’ che sia uscito tutto e, prima di versarlo, è buona abitudine mescolarlo con un cucchiaino, in modo tale da renderlo omogeneo. La manutenzione della moka anche è una cosa molto importante, la caffettiera andrebbe lavata sempre con acqua, per evitare odori sgradevoli dovuti a saponi, e se si vuole eliminare il calcare in eccesso basta usare dell’aceto miscelato ad acqua calda; se invece la moka è nuova o non la usi da tanto è consigliato farla andare “a vuoto”, ossia con solo una piccola quantità di caffè e se inizia a perdere basta cambiare la guarnizione, e con pochi euro non avrai più problemi.

Quindi, riepilogando, per fare un buon caffè con la moka è importante: avere una qualità buona del caffè (e se preferibile usare il caffè in grani e macinarlo al momento), usare acqua minerale, riempire l’acqua fino a metà valvola, non esagerare con la quantità di caffè da inserire nel filtro, stringere bene la caffettiera, avere una fiamma bassa, aprire il coperchio prima che esca tutto il caffè, miscelare e servire in tazze bollenti. Ora, anche tu sei capace di fare un buon caffè a casa!

Cocktail anni ’80: quelli da dimenticare e quelli che ancora amiamo

Ogni epoca ha le sue mode per quanto riguarda abiti, make-up, borse, capelli e cocktail. Ogni decennio ha le sue mode anche in fatto di alcolici e di cocktail, non si beve sempre lo stesso tipo di bevanda, ci sono cocktail legati solo ad un periodo e alla moda del momento. Come negli anni ’80, decennio di grandi scoperte e di grande sperimentazione non solo nei look super colorati che sfilavano sulle passerelle ma anche in fatto di drink. In Italia durante quel decennio si è creato molto e proprio in quegli anni sono nati molto cocktail ancora oggi molto famosi, ma erano anche gli anni in cui era più importante la quantità che non la qualità di alcol per questo motivo molti drink famosi negli anni ‘80 oggi sono scomparsi. Curiosi di sapere quali? Ecco i cocktail più famosi degli anni Ottanta.

Negroni Sbagliato. Sicuramente uno dei drink più famosi degli anni ’80 ancora molto amato. Uno dei più grandi cocktail di sempre, fu inventato da Mirko Stocchetto al Bar Basso a Milano, il famigerato Negroni Sbagliato è nato negli anni settanta ma è solo nel decennio successivo ha conosciuto il vero successo. La sua ricetta parte da una sostituzione: lo spumante brut utilizzato in alternativa al gin, questo lo ha reso più leggero e quello più indicato è lo spumante ferrari brut. La ricetta: 3 cl di spumante brut, 3 cl di Vermouth rosso e 3 cl di Campari. Se si vuole si può decorare con una fetta d’arancia.

Blue Lagoon anche questo nato alla fine degli anni ’70 ma arrivato al successo solo nel decennio successivo. Nasce come cocktail da spiaggia, estivo e rinfrescante anche se ha una gradazione alcolica importante. Ebbe un gran successo durante quegli anni ma ormai è poco richiesto, anzi, potremmo dire che è del tutto sparito. La causa della sua scomparsa è forse da imputare ai troppi ingredienti e gusti che mescolati insieme creano solo confusione, la ricetta prevede: vodka, gin e curaçao, lemonsoda, fetta d’arancia e ciliegina al maraschino.

Long Island Iced Tea. Inventato tra il 1980 e il 1987 a New York è tra i drink ancora molti amati di quel decennio. Secondo una leggenda fu inventato durante il proibizionismo e per questo motivo veniva aggiunta della Coca-Cola, da qui anche il nome che lo voleva far passare per un semplice e analcolico tè freddo. Ma la ricetta tutt’altro che analcolica prevede: 1,5 cl di vodka, 1,5 cl di rum bianco, 1,5 cl di triple sec, 1,5 cl di gin, 2,5 succo di limone fresco, 3 cl di sciroppo di zucchero e 1 spruzzo di Coca-Cola.

Angelo Azzurro tra i drink più amati degli anni ’80 e ’90 oggi completamente sparito. Riproponeva il solito colore blu che tanto piaceva, proprio come nel Blue Lagoon. Con il suo colore futuristico era molto richiesto nelle discoteche, la ricetta prevedeva: gin, blu curacao, succo di limone, sciroppo di zucchero e ghiaccio.

TGV Ebbe successo soprattutto negli anni ‘90 insieme all’angelo azzurro. Il TGV era un’altra bomba alcolica del tutto dimenticata oggi, a berlo era davvero come essere colpiti da una bomba senza dare alcuna importanza alla qualità del drink e di quello che si stava bevendo. Il nome non è altro che l’acronimo di tequila, gin e vodka: i suoi tre ingredienti.